Questa sezione raccoglie gli interventi dedicati alla Lingua Segreta.
Dove nasce l’idea della lingua segreta?
Lingua Segreta e il termine che utilizziamo per indicare il linguaggio nel momento in cui sta nascendo.
In terza media siamo andati in visita al Giardino Botanico.
Guardando tra gli scaffali, pretendendo di capirne qualcosa semplicemente perché conoscevamo il nome di qualche palma esotica, ci imbattemmo in un cartellino con una scritta incomprensibile:
Echino carpus segur?
Sarà stato per quella che sembrava una forma interrogativa, che suonava fuori posto in un contesto scientifico, sarà stato per le parole strane che suonavano aliene, ma quella scritta fece ridere noi e i nostri compagni di classe.
Per qualche motivo, quelle parole misteriose continuarono a riaffiorare nella nostra mente per un pò di tempo.
Erano gli anni in cui ci si affacciava alla socialità.
Rivedendo a posteriori quegli anni, ci siamo resi conto che ci stavamo associando a persone che erano affascinate da parole strane.
Trapollo Raggargno.
Getrulio Sintetico.
Tilinculex Semipenetrans.
Erano nomi che non significavano nulla per il resto del mondo.
Ma per noi, anche se non eravamo consapevoli, rappresentavano la rottura degli schemi, e ci facevano ridere.
Poi nel tempo incontrammo persone che ripetevano frequentemente la stessa parola.
Per alcuni le cose potenti erano “micidiale”.
Per altri le cose belle e entusiasmanti erano “spettacolari”.
Chi costruiva il proprio linguaggio attorno a poche espressioni ricorrenti.
Ma anche chi, al contrario, si opponeva con decisione a ogni parola nuova, sostenendo che bisognasse usare soltanto quelle “giuste”.
E abbiamo conosciuto chi in tempi non sospetti ha detto “Basta nomi inventati. Bisogna usare quelli corretti.“
Ma come fai a non usare nomi inventati per qualcosa che poco fa non esisteva?
Perché serve una lingua nuova?
Perché la realtà cambia continuamente.
E quando cambia, le parole esistenti non bastano più.
Ogni volta che compare un fenomeno nuovo, nasce anche la necessità di trovare un modo nuovo per descriverlo.
È successo con la tecnologia.
Con la musica.
Con Internet.
Con le comunità.
Con le professioni.
Succede continuamente.
Ogni nuova realtà genera inevitabilmente un nuovo linguaggio.
La lingua segreta nasce proprio qui.
Non è altro che il linguaggio nel momento in cui sta ancora nascendo.
È segreta soltanto perché appartiene a una comunità ristretta.
Poi, se quella comunità cresce, anche il linguaggio si diffonde.
Le parole smettono di essere segrete.
Diventano patrimonio comune.
E, paradossalmente, saranno proprio coloro che le hanno inventate, e magari tenute gelosamente segrete, a desiderare che vengano comprese da tutti.
Per questo, nella nostra visione, la lingua segreta, il gergo della comunità, è uno dei principali meccanismi di difesa dell’identità.
È il modo con cui una persona, un gruppo, una cultura o una comunità costruiscono il proprio spazio mentale prima ancora che quello spazio venga riconosciuto dagli altri.
Non esiste una lingua segreta “pura”.
Ogni lingua prende continuamente in prestito parole, espressioni e modi di dire da altre lingue.
Le contamina.
Le modifica.
Le adatta.
Anche questo è un meccanismo naturale.
Molte realtà hanno costruito il proprio linguaggio.
I gerghi professionali.
Gli slang giovanili.
Le comunità artistiche.
Persino gruppi musicali che hanno inventato intere lingue immaginarie per rappresentare un universo culturale preciso.
La lingua segreta non serve a escludere.
Serve a dare un nome a ciò che ancora un nome non ce l’ha.
Per questo rappresenta uno dei Campi di EsplorAzione di SuperTrigger.
Perché ogni volta che impariamo a nominare qualcosa che prima non riuscivamo a descrivere, cambia anche il nostro modo di pensarla.
E forse è proprio questo il potere più grande del linguaggio.
Non limitarsi a raccontare la realtà.
Ma contribuire a crearla.


