Questa sezione raccoglie gli interventi dedicati all’Arte Dinamica Metropolitana.
Arte Dinamica Metropolitana è il termine che utilizziamo per descrivere tutte quelle forme di espressione artistica e culturale che trasformano lo spazio pubblico in un luogo di riflessione, facendo viaggiare idee, domande e principi attraverso immagini, parole, installazioni, oggetti o altri mezzi espressivi.
Da dove nasce questa definizione?
Per rispondere dobbiamo raccontare una storia vera.
Una storia che, per certi aspetti, potrebbe sembrare una leggenda metropolitana.
Per rispetto delle persone coinvolte citeremo soltanto gli pseudonimi dei partecipanti: Us, Mano Bruna, Oval, Pasqualino.
Nel 1991 tre amici iniziano quasi per gioco a stampare magliette in serigrafia.
Investendo appena 50.000 lire a testa (circa 25 euro), si avvantaggiano dello spirito di iniziativa, della fame giovanile e, soprattutto, della fortuna di avere a portata di mano uno dei principali laboratori di serigrafia di Roma.
Negli anni successivi il gruppo cambia, ma l’idea continua a crescere.
Nel frattempo gli amici sono anche parte di una formazione musicale e della redazione di una rivista. Così decidono di affrontare il progetto con maggiore serietà.
L’idea è semplice quanto folle: finanziare il progetto musicale attraverso i proventi delle magliette, in attesa che fosse la musica stessa a poter sostenere il proprio percorso.
L’azienda nasce in un superattico e, anche per questo, prende il nome di Skylab.
Nel giro di poco più di un anno vengono realizzati diciannove modelli [ndr: è stato stabilito di non renderli pubblici in questo contesto].
È il momento di progettare il retro delle magliette.
Il grafico e il responsabile della comunicazione scelgono una definizione destinata a rimanere:
Arte Dinamica Metropolitana.

L’idea era quella di diffondere “messaggi consistenti” ai propri contemporanei, sfruttando un meccanismo molto semplice.
Quello dell’uomo sandwich.
Chi indossava una maglietta portava in giro un messaggio.
E faceva pubblicità ad un principio importante.
In un certo senso lavorava per “la ditta”, intesa non come un’azienda, ma come la collettività.
Perché un principio può essere controverso.
Può essere perfino contraddittorio.
Ma, se è positivo/generativo, può diventare patrimonio di tutti.
L’esperienza non ebbe il destino che immaginavamo.
Ma lasciò un’intuizione destinata a riemergere alcuni anni dopo.
Quando nasce SuperTrigger, progetto che in fondo discende direttamente da quell’esperienza e che si occupa di cultura contemporanea, il concetto di Arte Dinamica Metropolitana riemerge quasi spontaneamente.
Oggi, a distanza di tanti anni, sembra decisamente un’intuizione arrivata in anticipo sui tempi.
Perché l’ADM non riguarda soltanto le magliette.
Riguarda anche gli adesivi.
I graffiti.
I murales.
Le performance.
I flash mob.
Le installazioni.
I meme.
Nel sito, ad esempio, in “Blinded by the Flag” abbiamo parlato di Banksy.
In “Catch the Flow” abbiamo parlato di artisti anonimi che realizzano pubblicità seriali per concetti ideali.
In “Much Was Decided Before You Were Born” abbiamo raccontato un’installazione effimera realizzata da Jenny Holzer sul Lungotevere attraverso uno dei suoi Truisms.
In questa stessa sezione raccogliamo anche una serie di Meme “nativi”. Esempi di Arte Dinamica Metropolitana.
Ci sentiamo di dire che l’ADM esiste.
E non coincide con la Street Art.
È qualcosa di più ampio.
È qualsiasi forma d’arte capace di modificare il comportamento o la percezione delle persone mentre attraversano lo spazio pubblico.
Le idee hanno bisogno di un supporto per viaggiare.
Ieri erano magliette.
Oggi possono essere articoli, murales, adesivi, manifesti, installazioni, meme o proiezioni.
Cambia il mezzo.
Non cambia il principio.
CODA
Abbiamo scelto come logo della sezione il cervello con il fulmine, perché secondo noi, quello che contraddistingue l’Arte Dinamica Metropolitana è il concetto, è l’idea, che sarà un’idea forte, sarà un concetto che avrà un valore, che va al di là dell’estetica.


