Questa sezione raccoglie gli interventi dedicati ai Gesti di Potere Autonomo.
Cosa sono i gesti di potere autonomo?
I Gesti di Potere Autonomo sono il termine che utilizziamo per descrivere quei movimenti, spontanei o volontari, che possono contribuire a regolare l’attenzione, l’equilibrio e lo stato interno dell’individuo.
Chi segue il mondo dello sport lo avrà notato.
Negli ultimi anni molti atleti, soprattutto quelli esposti al grande pubblico, dopo una vittoria o un goal, esultano con gesti molto particolari. Lo stesso vale per alcuni leader politici, personaggi pubblici o figure particolarmente esposte mediaticamente, che sembrano accompagnare la loro presenza con movimenti delle mani, posture o piccoli rituali ricorrenti.
Ma che cosa sono realmente questi gesti?
Come spesso accade, la realtà può essere letta su livelli diversi.
Il primo è quello più evidente: il gesto come comunicazione.
Pensiamo alla regina Elisabetta II, che spesso indossava mise dai colori estremamente riconoscibili. Oppure ai grandi imperatori del passato, che utilizzavano mantelli e simboli pensati per essere visibili anche a grande distanza. In questi casi il messaggio è rivolto all’esterno: il gesto, il colore o il simbolo diventano strumenti per affermare un’identità, un ruolo o una posizione.
Lo stesso principio è presente in natura.
Il cobra apre il cappuccio.
Il gatto inarca la schiena e drizza il pelo.
L’orso si alza sulle zampe posteriori.
Sono tutti comportamenti che modificano la percezione dell’altro. Molte specie hanno scoperto che la battaglia migliore è quella che non bisogna combattere: sembrare più grandi, più sicuri o più forti può essere sufficiente per evitare il conflitto.
Ma esiste anche una seconda lettura.
Forse ancora più interessante.
Se osserviamo i Mudra della tradizione indiana, oppure le moderne ricerche sul linguaggio del corpo, scopriamo che postura, respirazione, tensione muscolare, posizione delle mani e direzione dell’attenzione possono influenzare realmente lo stato mentale e fisiologico di una persona.
Il gesto, quindi, non comunica soltanto agli altri.
Comunica anche a chi lo compie.
Ed è proprio qui che nasce il concetto di Gesto di Potere Autonomo.
Con questa espressione non intendiamo un gesto che esercita potere sugli altri.
Intendiamo un gesto capace di restituire potere a sé stessi.
Un movimento spontaneo o volontario che, quando l’intensità emotiva aumenta, aiuta l’organismo a ritrovare equilibrio.
Ogni Gesto di Potere Autonomo svolge infatti due funzioni contemporaneamente.
Da una parte scarica ciò che è in eccesso: tensione, ansia, sovraccarico.
Dall’altra raccoglie ciò che serve: attenzione, presenza, orientamento e capacità di agire.
Ogni gesto efficace compie quindi un doppio movimento: disperde ciò che ostacola e concentra ciò che permette di procedere.
La Macchina Vivente difficilmente svolge una sola funzione alla volta.
Dietro un gesto apparentemente semplice possono convivere regolazione, protezione, comunicazione e preparazione all’azione.
Per questo motivo i Gesti di Potere Autonomo possono essere osservati, studiati e perfino imitati.
Ma, probabilmente, ognuno di noi dovrebbe imparare a riconoscere i propri.
Perché il gesto che ci riporta al nostro centro non è necessariamente quello che funziona per qualcun altro.
Ed è proprio questa ricerca che vogliamo esplorare in questa sezione.

