Gravity Agents è il nome che utilizziamo per descrivere persone, idee, opere e, più in generale, tutto ciò che riesce a modificare la traiettoria di altri esseri umani semplicemente attraverso la propria presenza, il proprio esempio o il proprio modo di agire.
Il concetto nasce quando abbiamo iniziato a re-immaginare SuperTrigger, e abbiamo visualizzato una Walk of Faces, una sorta di tributo ispirato alla Hollywood Walk of Fame, dedicato a tutti quelli che ci hanno aiutato ad essere ciò che siamo oggi.
Persone conosciute durante il nostro percorso.
Non necessariamente famose.
Non necessariamente riconoscibili.
Persone alle quali, in un modo o nell’altro, sentivamo di dover dire grazie.
Persone che, semplicemente credendo in noi, in tempi non sospetti, hanno visto in noi qualcosa che noi stessi non riuscivamo ancora a vedere.
Col tempo ci siamo accorti che quell’idea raccontava qualcosa di più grande.
Alcune persone modificano davvero il percorso degli altri.
Non perché lo desiderino.
Non perché siano perfette.
Ma perché il loro modo di essere genera un campo che continua ad agire anche dopo l’incontro.
Da questa intuizione nasce il concetto di Gravity Agent.
Per noi un Gravity Agent non è un eroe.
Non è necessariamente una guida.
Non è neanche necessariamente una brava persona.
È un individuo che, attraverso la propria presenza, il proprio comportamento, le proprie parole o perfino la propria assenza, modifica il campo nel quale gli altri si muovono.
L’attuale impostazione di questa parte del sito nasce anche dalla riflessione che abbiamo chiamato Le Onde Gravitazionali Emotive, dove proponiamo una metafora per descrivere il modo in cui emozioni, persone, idee e comportamenti possono propagarsi e modificare il campo relazionale nel quale viviamo.
Se esistono campi di questo tipo, allora diventa naturale domandarsi chi, o che cosa, sia in grado di generarli.
È proprio da questa domanda che nasce il concetto di Gravity Agent.
Può essere un fratello.
Un insegnante.
Uno sconosciuto.
Un musicista.
Un imperatore.
Uno scienziato.
Un artista.
Oppure una persona incontrata per pochi minuti e mai più rivista.
Alcuni ci aiutano a crescere.
Altri ci mostrano ciò che non vogliamo diventare.
Alcuni credono in qualcosa quando ancora nessuno riesce a vederlo.
Altri indicano una direzione semplicemente vivendo.
Per questo motivo un Gravity Agent non dipende dalla fama.
Non dipende dal potere.
Non dipende dalla morale.
E nemmeno dall’intenzione.
Dipende dalla capacità di generare un campo capace di modificare la traiettoria degli altri.
Naturalmente non tutte le modifiche di traiettoria sono costruttive.
Esistono Gravity Agents che aiutano a costruire.
Ed esistono Gravity Agents che contribuiscono a distruggere.
Comprendere la differenza è probabilmente una delle sfide più importanti del nostro tempo.
Ed è proprio qui che il concetto diventa particolarmente importante per supertrigger.eu
Se una parte di ciò che diventiamo dipende anche dagli incontri, dagli esempi, dalle opere e dalle idee che hanno modificato la nostra traiettoria, allora riconoscere i Gravity Agents significa provare a riconoscere una parte dei meccanismi attraverso i quali avviene la crescita di un essere umano.
È anche per questo che SuperTrigger è dedicato ai Gravity Agents.
Non soltanto per rendere omaggio a chi ha lasciato un segno, ma per provare a capire come quel segno è stato lasciato, che cosa ha prodotto e perché, qualche volta, continua ad agire a distanza di anni.
Questa sezione raccoglie esempi, riflessioni e storie dedicate proprio a queste dinamiche.
Perché, se è vero che nessuno cresce completamente da solo, allora vale forse la pena imparare a riconoscere quelle persone che, consapevolmente o meno, hanno contribuito a cambiare il nostro modo di guardare il mondo.
CODA
Forse è proprio questo il motivo per cui i Gravity Agents sono importanti.
Per quanto ciascuno di noi possa impegnarsi, nessuno è in grado di affrontare da solo tutta la complessità della realtà.
Abbiamo bisogno di punti di riferimento.
Di esempi.
Di persone che, anche solo per un tratto di strada, ci aiutino a vedere ciò che da soli non riusciremmo ancora a vedere.
Ed è forse questa una delle più grandi forze del collettivo.
Non il fatto che tutti pensino allo stesso modo.
Ma il fatto che ognuno possa contribuire, con la propria esperienza, a modificare positivamente la traiettoria degli altri.


