Venerdì 17 marzo 2006
Messaggerie Musicali Roma
Live show case dei Mary Go’ Round
![Venerdì 17 marzo 2006, Live show case dei Mary Go' Round a Messaggerie Musicali, presentazione album: Come down. Album [foto Fiamma Franchi] Venerdì 17 marzo 2006, Live show case dei Mary Go' Round a Messaggerie Musicali, presentazione album: Come down. Album [foto Fiamma Franchi]](https://www.supertrigger.eu/wp-content/uploads/ComeDown.jpg)
17/03/06 i Mary Go’ Round presentano il nuovo album “Come Down” ( Obe Records/Venus Dischi)
Mary Go’ round, band rappresentativa della scena crossover Italiana, propone una performance semiacustica del nuovo lavoro “Come down”, prodotto dall’etichetta Obe Records.
Un’interpretazione grintosa e incisiva ha contraddistinto l’esibizione live della formazione romana, dalle atmosfere più distese del pezzo “Lonely Boy” sino alle corrosive sonorità postpunk di “Techno Party”. Le influenze prime del gruppo richiamano i crepuscolari Jane’s Addiction, i Pixies e Nine Inch Nails, mantendo però un legame con la New Wave degli Ottanta. Sarebbe tuttavia riduttivo classificare rigidamente l’eterogeneo percorso di questa band, che ha fatto della contaminazione e della ricerca il tratto fondante del proprio eclettico stile.
Segue intervista a Ritual (voce e chitarra) e Skunk (batteria)
![Venerdì 17 marzo 2006, Live show case dei Mary Go' Round a Messaggerie Musicali, presentazione album: Come down. Band [foto Fiamma Franchi] Venerdì 17 marzo 2006, Live show case dei Mary Go' Round a Messaggerie Musicali, presentazione album: Come down. Band [foto Fiamma Franchi]](https://www.supertrigger.eu/wp-content/uploads/mgr3.jpg)
1. Come nasce il nome del vostro gruppo, Mary?
Skunk Mary è un personaggio della nostra fantasia, Mary è una trottola, una bambina che va in giro e si diverte per il mondo… quella è Mary, è nata per gioco dall’idea di una giostra, della trottola che gira, comunque anche la nostra musica rappresenta un po’ Mary, è a 360°. Ritual Come nome sta a significare l’incontro di varie identità attraverso questo personaggio ipotetico e metaforico: Mary racchiude quelli che sono gli stimoli per andare in giro e vedere le cose sempre con gli occhi di una bambina. Poi c’è una versione un po’ più concreta, realista, nello slang americano “Mary go’round” è un gioco di parole che si riferisce a una ragazza che va in giro e si diverte. . . promiscuamente.
2. Il vostro percorso musicale è segnato da lunghe permanenze in Inghilterra e negli Stati uniti. Cosa rappresenta per voi il viaggio?
Skunk C’è servito tantissimo vedere come la gente affronta la musica in altri paesi, sia a livello professionale che artistico, e questa esperienza ci ha dato molto per poi incidere questo disco. In America abbiamo registrato un singolo che è uscito nel 2000, comunque ognuno di noi ha percepito in modo diverso il confronto con altre realtà musicali. Cinque o sei anni fa eravamo dei pazzi (ride) e facevamo tutto così, impulsivamente. Ok, partiamo andiamo, e via chitarre e batterie… Poi tra una cosa e un’altra uno torna.
Ritual La ricerca sta nel movimento, personalmente non considero la staticità proprio positiva. Ritengo che da un punto di vista artistico sia vitale andare in giro, in altri paesi e vedere dove nascono quelle cose che ti hanno condizionato. Questo è stata l’America, vedere dove nasce la cultura rock, partire, assimilare in loco e imparare.
3. Quale paese vi ha segnato di più, l’Inghilterra o L’America?
Ritual L’Inghilterra ci ha dato un approccio nuovo per l’elettronica, prima suonavamo solo strumenti acustici; dopo abbiamo cominciato ad usare campionature, loop e cose del genere. In America siamo andati a riscoprire l’energia, che è poi quello che ti tiene vivo: stare sul palco, suonare dal vivo, il rock.
4. Questo percorso è stato anche un’esigenza rispetto al genere che voi suonate, il crossover?
Skunk Essendo stati sempre un po’ esterofili come genere musicale, abbiamo sempre ascoltato musica derivante da oltreoceano e da paesi come l’Inghilterra. Abbiamo voluto vedere come gli altri musicisti vivevano la musica. Inoltre cantando in inglese la nostra idea è quella di proporci non solo al mercato italiano, ma anche a quello europeo.
5. Come è stato il ritorno in Italia?
Skunk Ci troviamo bene qui e la diffusione della musica in rete è la stessa, sia se stai in Italia sia se ti trovi dall’altra parte del mondo. Serve sicuramente un approccio diverso con la musica dal vivo: è fondamentale. Sul disco è diverso, la musica live è più diretta.
6. Quanto è importante per te la contaminazione?
Skunk Noi facciamo crossover, ma non è il crossover dei gruppi che fanno new metal, noi mischiamo una base rock con varie contaminazioni. Varie influenze fissano la nostra musica: è rock punk, influenzato da Pixies, Jane’s Addiction, Billy Idol.
7. E all’interno del gruppo secondo te c’è una linea che predomina?
Skunk Il rock, quello sempre. Siamo una rock’n’roll band, poi come dicono i Nine Inch Nails, non abbiamo un’etichetta, siamo aperti a vari generi musicali, se ci viene naturale e spontaneo.
8. Nel vostro processo creativo cosa ti ispira di più?
Ritual Esprimere nel pezzo il fattore emotivo, le emozioni, lo stato mentale e d’animo che in quel momento racchiudono tutto.
9. Cosa ne pensi del panorama musicale italiano?
Ritual Penso semplicemente che ci sia troppo poco spazio per alcune realtà esistenti e valide e che ci sia troppo monopolio della musica convenzionale, la musica leggera. E’ già indicativo il fatto che il festival di Sanremo vada a rappresentare la canzone italiana escludendo un sacco di gruppi che fanno musica in maniera diversa. Ovviamente, bisognerebbe supportare quelle che sono le realtà musicali indipendenti. Ma le major spesso non sono interessate a questo tipo di rappresentazione artistica, quindi penso male.
10. Nei vostri testi c’è un elemento, un tema che ritorna?
Ritual Un elemento comune… sicuramente il desiderio e la voglia di sentirsi presenti e vivi: si fa musica per sentirsi vivi, per esprimere quello che si ha dentro, finché ci si riesce diventa la cosa più importante, a parte l’aspetto commerciale.
13. Invece la musica?
RitualLa musica dipende, o nasce da un’idea o la creiamo alle prove: dipende, non c’è un canone ben preciso.
14. Quali sono i vostri prossimi progetti ?
Ritual Prima di tutto l’uscita dell ‘album. Per ora stiamo presentando – come oggi – vari showcase nelle varie strutture italiane, poi faremo dei live, che è la cosa che ci piace di più: suoneremo in Italia e presenteremo il disco anche fuori.
15. Un’ultima dichiarazione?
![Venerdì 17 marzo 2006, Live show case dei Mary Go' Round a Messaggerie Musicali, presentazione album: Come down. Ritual [foto Fiamma Franchi] Venerdì 17 marzo 2006, Live show case dei Mary Go' Round a Messaggerie Musicali, presentazione album: Come down. Ritual [foto Fiamma Franchi]](https://www.supertrigger.eu/wp-content/uploads/mgr1.jpg)
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Mary go‘Round
www.marygoround.net
www.myspace/marygorund1
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Mary go ‘Round
Genere: Crossover elettronico
Componenti: 3 elementi: basso e backing vocals, batteria, Chitarra e voce
Info: Il progetto nasce nel ’95, nel ’96 demo, nei primi due anni, intensa attività live in italia, e viene prodotto “Mary go ’round”, poi l’attività live riprende in europa, soprattutto a Londra, dove il gruppo graviterà per circa 3 anni, successivamente la band si trasferirisce negli Stati Uniti, per produrre un ep che sintetizza l’esperienza londinese, nel 2001 il gruppo produce un nuovo ep.
Main Web: www.marygoround.net
eMail: mary[at]marygoround.net
Fiamma Franchi
Vedi anche: Polline al Teatro Eliseo

