Oggi fantastichiamo. Prendiamo per esempio un musicista esperto e diciamo che ha inventato un motivo musicale, e che questo motivo gli ispira una certa tematica emozionale, cioè ha la netta sensazione che questa motivo gli disponga l‘animo in un certo modo, lo sente promettente. La tematica che sente nella composizione è il “dire come stanno le cose veramente”, che decide di tradurre col cercare di comunicare che: “voi ci accusate ma non è colpa nostra se le cose sono andate come sono andate”, una tematica se vogliamo abbastanza comune nella musica popolare [per esempio, e in un certo senso: The Rokes “Ma che colpa abbiamo noi Se non pensiamo come voi”]. Il musicista riflette e si rende conto che ci sono moltissime composizioni di questo tipo, e subito dopo si rende conto che fare un testo su una tematica che è stata trita e ritrita senza essere banali, non è un‘impresa facile, ma la prende come una sfida (non vuole rinunciare perché sente che il motivo è promettente). Allora si mette a fare una lista dove elenca tutta una serie di elementi che potrebbero essergli d‘ispirazione per scrivere un testo da associare alla composizione per comunicare il sentimento che ha in mente, cioè si mette a fare una checklist [lista di controllo] che lo guidi nella creazione del testo. Ha molte idee e ha molto da dire, dopo un po‘ che colleziona idee si rende conto che la lista è diventata lunghissima, allora decide di selezionare tra tutte le idee quelle che hanno qualcosa in comune, che possono essere evocative di uno stato d‘animo simile, che siano leggibili per un certo tipo di pubblico. Legge e rilegge la lista, ma ancora non ne viene a capo, anche perché le idee selezionate hanno in comune un contenuto “emotivamente instabile”, e andrebbero trattate con una certa cautela, ma all‘improvviso si rende conto che la checklist è di già la soluzione, e non c‘è bisogno di altro: l‘elenco delle idee e il ritornello.
Sembra banale ma per fare le cose, specialmente quelle mai fatte prima [ma non solo quelle], avere la checklist appropriata è un forte valore aggiunto, [e c’è sicuramente chi dirà: “se una cosa non l’hai mai fatta, come fai ad avere la lista di controllo?” ma questa è un’altra storia.] tornando alla checklist, e forse nel futuro ne parleremo ancora per focalizzare le sue molte valenze, intanto diciamo:
il dottor Atul Gawande nel 2007 ha collaborato con l’OMS per sviluppare la Surgical Safety Checklist, un protocollo per ridurre gli errori chirurgici e migliorare la sicurezza dei pazienti negli ospedali di tutto il mondo, ed ha tradotto questa sua esperienza nella pubblicazione di The Checklist Manifesto nel 2009, dove si dimostra che le checklist riducono drasticamente gli errori chirurgici.
I piloti di aerei, da lungo tempo usano le checklist per evitare errori fatali.
Gli sviluppatori e i progettisti usano checklist per garantire qualità e sicurezza.
Scrittori, registi e artisti usano checklist per organizzare idee e progetti.
Adottare una checklist per lavorare, è un cambio di Modo di pensare che porta dall’improvvisazione alla padronanza, e quindi è uno strumento che, soprattutto per chi lavora con le emozioni, può essere utile per restare focalizzati su ciò che conta.




