Qui admineic, da un pò abbiamo trasferito il sito da .com a .eu e, in linea di massima, sembrava che il passaggio fosse filato liscio.
Ma poi giorni fa ci hanno segnalato un problema.
Non un dettaglio qualsiasi, mancava l’immagine di una delle “Entità protettrici” del sito.
Nel footer, presente in tutte le pagine, si vede che il sito è dedicato ad alcuni individui.
Uno di questi è Paolo V. Sul suo nome è collegato un link a un’immagine [la stessa presente qui più avanti] che, per un periodo, non è stata disponibile.
Da adesso è di nuovo accessibile.
E allora già che ci siamo, diamo a Cesare quel che è di Cesare.
SuperTrigger è anche dedicato a Paolo perché:
Prima di tutto, è stato un caduto sul fronte della vita:
un padre difficile, impossibile.
Arroccato in un passato mai esistito, incapace di comunicare, incapace di essere davvero padre.
Una catena di eventi pesanti:
la morte della Madre per cancro, in età relativamente giovane,
la perdita del fratello minore per una malformazione non gestita,
una nuova relazione del padre che lo spingeva ad escluderlo dalla sua vita.
A quel punto, Paolo per come era fatto, ha pensato di trovarsi in un vero cul-de-sac: nessuna via d’uscita, nessuna prospettiva.
E ha mollato tutto.
E se n’è andato.
Nel senso più reale possibile.
Il secondo motivo è che Paolo scriveva. Tanto.
Di tutto questo “tanto” non è rimasto praticamente nulla.
Forse abbiamo noi qualcosa, ma chissà dove.
Dedicargli il sito è stato, anche, un modo per dargli ciò che non ha avuto:
la possibilità di lasciare un segno.
Ma il motivo più profondo è un altro:
Paolo, inconsciamente, ci ha indicato una direzione.
Un giorno stavamo guardando un video di alcuni guru indiani.
Io ridevo: uno di loro faceva smorfie strane.
Paolo quasi mi prese in giro e mi spiegò che quella era una tecnica di respirazione, un pranayama: respirazione a narici alternate.
Mi disse che andrebbe fatta sempre, perché – secondo quella visione – respirando da una narice si “nutre” un emisfero del cervello,
e dall’altra narice l’altro.
Nel tempo abbiamo appreso che quella pratica non è solo culturale o spirituale.
Ha un fondamento reale.
Il corpo umano alterna naturalmente il flusso dell’aria tra le narici.
Questo fenomeno è noto come
ciclo nasale.
È stato descritto scientificamente già nell’Ottocento dal medico Richard Kayser.
Senza addentrarci troppo nel perché nell’evoluzione del corpo umano il respiro con le narici alternate abbia un vantaggio, fermiamoci su una cosa più prossima.
Il corpo umano è in grado di fare da solo qualcosa che, se dovessimo farla volontariamente, richiederebbe concentrazione.
Provate a inspirare solo da una narice, in modo preciso, continuo, regolato.
Non è immediato e richiede applicazione.
E c’è chi senza l’aiuto di un dito che tappi una narice, non ci riesce.
Eppure il corpo lo fa.
Da solo.
Senza che tu ci pensi.
E allora la domanda è semplice:
se esistono meccanismi così precisi che funzionano senza il nostro controllo,
possiamo davvero dire che siamo solo “coscienza”?
Oppure dobbiamo accettare che siamo anche una macchina vivente?
Paolo non ha lasciato testi, ma in qualche modo ha lasciato una direzione.
E a volte una direzione vale più di tutto il resto.




