Salve, qui admineic.
Oggi ricorre la scomparsa di US, quello che sicuramente, ad oggi, posso definire il mio migliore amico [tre volte socio e una vita insieme].
So già che non potrò mai esaurire in poche righe tutto quello che mi verrebbe da dire su di lui. Ma oggi vogliamo restare focalizzati sulle ultime pagine della sua storia.
Purtroppo il giovane aveva un melanoma.
Un sentore della possibile problematica era stato individuata a suo tempo e, sapendo di essere a rischio, faceva controlli periodici.
Ma nonostante questo, nonostante la consapevolezza, nonostante la disciplina nel monitorare la situazione, un giorno di aprile 2022 mi arriva la notizia che è ricoverato.
Aveva dei dolori.
Inizialmente si pensa a un problema al pancreas, ma ulteriori controlli rivelano che il male si è propagato in diverse parti del corpo.
Per farla breve: ad aprile viene ricoverato; circa tre settimane dopo si definisce esattamente la natura del problema. Seguono operazioni, terapie, tentativi.
A novembre, dopo un’operazione, non si risveglia più.
Purtroppo è una storia come tante. Sono cose che accadono [anche se in questo caso parliamo di un problema molto aggressivo, da quando l’ha scoperto all’epilogo sono passati solo sette mesi].
Ma ne parliamo per una ragione precisa, perché dentro questa storia c’è un meccanismo che riguarda tutti noi.
E per farlo basta riportare una frase che US mi scrisse dopo aver letto una riga su un foglio con i risultati delle analisi:
«In un attimo mi è cambiata tutta la vita passata, presente e futura, quindi ora più che mai carpe diem.»
Basta una riga.
Un’informazione che un minuto prima non avevamo può modificare improvvisamente tutto ciò che esisteva già.
Non soltanto il futuro.
Anche il presente e persino il passato cambiano valore.
Nella normalità della vita è difficilissimo rendersene conto.
Se accade a qualcuno che abbiamo vicino, per qualche tempo riusciamo forse a vederlo. Se accade direttamente a noi e abbiamo la fortuna di venirne fuori, può diventare un insegnamento enorme.
Ma anche quell’insegnamento, col tempo, può sbiadire.
Naturalmente non possiamo vivere pensando continuamente che domani potrebbe investirci una macchina o che una malattia potrebbe cambiare improvvisamente ogni cosa.
O meglio è possibile vivere così, ma per riuscire veramente a vivere, tenendo presente queste cose senza farsi condizionare bisogna possedere una marcia in più, altrimenti non sarebbe vivere.
Il punto è che questi eventi ci costringono brutalmente a confrontarci con qualcosa che normalmente dimentichiamo:
la conoscenza fa la differenza, ma siamo comunque noi a dare valore alle cose.
Quello che ieri sembrava niente — una giornata normale, una telefonata, una passeggiata, una persona seduta accanto a noi, la solita routine — davanti alla prospettiva di non averlo più può improvvisamente diventare preziosissimo.
Eppure quella cosa non è cambiata.
È cambiato il nostro modo di guardarla.
Capire questo senza aver bisogno ogni volta di leggere quella riga significa forse riuscire a riconoscere il valore delle cose mentre ci sono ancora.
E nella vita può fare una differenza enorme.
P.S. Con US eravamo anche soci in una ditta che faceva magliette. Le due immagini che vedete all’inizio sono due tra i suoi modelli preferiti.

CODA:
«Ora più che mai, carpe diem.»
Laddove quell’«ora più che mai» significa: ora che ho finalmente raggiunto la conoscenza, devo apprezzare le cose quando mi accadono.
P.S. Lo affermiamo “a spada tratta”, perché abbiamo vissuto il nostro amico, e sentiamo queste sue parole come il suo testamento spirituale.



