
1989, Toad’s Place, Connecticut.
I Rolling Stones stavano preparando il tour mondiale di Steel Wheels. Si erano esercitati per settimane, ma volevano comunque fare un piccolo concerto reale prima della partenza.
E così fecero un’esibizione non annunciata in un piccolo locale, poco prima di affrontare il tour mondiale.
La leggenda metropolitana racconta che in quella circostanza Mick Jagger disse al pubblico:
“Abbiamo suonato per noi stessi per sei settimane.”
Qualche anno dopo, il 19 settembre 1994, durante un concerto a sorpresa all’RPM Club di Toronto, Keith Richards spiegò il senso di queste uscite dicendo sostanzialmente:
“Andiamo a fare pratica sul pubblico.”
E comunque, per i Rolling Stones, non era una regola matematica del tipo:
“Ogni disco = tournée segreta.”
Però hanno fatto più volte qualcosa di molto simile.
Prima o subito dopo l’uscita di nuovo materiale andavano a fare concerti in piccoli club, teatri, locali relativamente intimi e date a sorpresa.
Oggi questa pratica potrebbe sembrare scontata.
Dovrebbe essere evidente che prove, preparazione e immaginazione non bastano, e che serve una fase sperimentale con il pubblico vero.
Eppure non tutti sono pronti a farlo.
Perché confrontarsi con la realtà significa accettare che la realtà possa contraddirti.
E poi esiste oggettivamente una difficoltà nel farlo, per esempio quando una band è conosciuta come i Rolling Stones, annunciare semplicemente la propria presenza inevitabilmente altera lo scenario. Le aspettative cambiano, il contesto cambia, il comportamento delle persone cambia, e per i protagonisti diventa più difficile cogliere la realtà di quello che stanno facendo.
Ma il principio resta valido:
bisogna essere una band vera.
Bisogna suonare per il pubblico e non soltanto per se stessi.
Questa è una di quelle pratiche che fanno salire di livello.
È banale e complesso allo stesso tempo, finché non fai il viaggio non potrai mai essere sicuro che il viaggio andrà bene.
Nel confrontarsi con la realtà, la certezza totale è impossibile prima dell’azione.
Esiste sempre una quota di ignoto.
L’unico modo per sapere davvero è procedere.
La verifica appartiene all’esperienza, non all’immaginazione.
Nessun piano sopravvive completamente all’incontro con la realtà.
Potremmo dire:
“Fare per capire.”
Perché finché il viaggio è nella testa, è soltanto una simulazione.
Quando parti, entra in gioco il mondo vero.
Il viaggio si verifica viaggiando.
Quello che emerge è che esiste una soglia oltre la quale la conoscenza non arriva da altra conoscenza, ma dall’attraversamento.
L’immaginazione è indispensabile per partire.
Ma può diventare una trappola quando prende il posto dell’esperienza.
Nel mondo musicale e artistico esiste infatti l’archetipo del musicista che annuncia il capolavoro.
Per anni racconta:
-
- il disco rivoluzionario;
-
- il progetto che cambierà tutto;
-
- la rinascita;
-
- il ritorno.
Ne parla con amici, giornalisti e collaboratori.
Più ne parla, più il progetto cresce nella sua testa.
Poi arriva il momento di registrare davvero.
E lì scopre che il disco reale è diverso da quello immaginato.
A volte molto più piccolo.
A volte più difficile.
A volte semplicemente umano.
E molti si fermano proprio lì.
Perché non riescono a sopportare la distanza tra l’opera immaginata e l’opera reale.
Forse è anche per questo che i Rolling Stones continuano a cercare il contatto con il pubblico vero.
Perché la simulazione prepara il viaggio.
Ma il viaggio verifica la simulazione.
CODA
Se hai dubbi sul fatto di essere pronto a partire, se continui a pensare:
“Dovrei migliorare questo…”
“Dovrei sistemare quell’altro…”
“Dovrei aspettare ancora un po’…”
agendo potresti scoprire che avevi di già tutto ciò che ti serviva.
O forse anche qualcosa in più.
Perché a volte il problema non è ciò che ti manca.
È l’immagine che hai di ciò che ti manca.
E agendo, potresti accorgerti che che in fondo eri tu che stavi restringendo le tue stesse possibilità
Potresti scoprire che il limite non era nella realtà.
Era nella “immaginazione” che avevi costruito prima di partire.
La musica fa parte dell’esperienza. riprendi a leggere

