Stavamo osservando dei colleghi e abbiamo nuovamente constatato che quelli che hanno figli ragionano in modo diverso, da quelli che non ce li hanno. Nello specifico hanno un approccio differente alle cose. Allora ci siamo domandati: per essere veramente dei bravi creativi aldilà delle nostre sensazioni interne, si deve essere genitori? si deve essere madri o padri?
Indaghiamo e vediamo che idealmente per gli esseri umani la generatività è la tensione a creare, nutrire, guidare o lasciare qualcosa che continui oltre noi. Laddove I figli ne sono una delle manifestazioni più evidenti, ma non l’unica: insegnamento, opere, idee, istituzioni, cura degli altri, attività sociale, creazione culturale.
Abbiamo vissuto sulla nostra pelle, non in modo diretto e senza essere genitori, quanto essere madre o padre può certamente allenare potentemente alcuni meccanismi generativi, e si potrebbe pensare che chi è stato genitore sia avvantaggiato rispetto a chi non non lo è stato, in termini di creatività.
C’è poi un enorme schiera di creativi che non hanno mai avuto figli, ma perché abbiamo la sensazione che essere genitori in un certo senso, ti dà una marcia in più, se vuoi essere anche un creativo?
Una volta uno ci ha detto “pensi di essere un creativo? che ci vuole ad esserlo? Tiri fuori una cosa che non esiste e automaticamente susciti interesse”, e oggettivamente non credo che sia possibile dargli torto.
Però andando ad analizzare le varie espressioni di creatività, attraverso il tempo, vediamo che c’è un notevole quantitativo di creativi “una tantum”, cioè di persone che sono stati in grado di tirare fuori idee folgoranti e incredibili, ma poi non c’è stato seguito e forse qui che c’è il segreto, nella creatività c’è una somiglianza notevole con la genitorialità, ma Il creativo generativo si comporta metaforicamente come un genitore: genera qualcosa che viene da lui, se ne prende cura abbastanza da permettergli di crescere e, alla fine, accetta che non gli appartenga più completamente.
In altre parole la creatività e la generatività non sono sinonimi. La creatività produce il nuovo. La generatività fa sì che quel nuovo possa a sua volta produrre altro nuovo negli altri.
Quindi, inventarsi una cosa dal nulla può bastare per avere un’intuizione creativa. Non basta per renderla generativa.
Perciò la risposta alla domanda: “per essere veramente dei bravi creativi, si deve essere anche genitori?” è:
No. Ma forse, per essere veramente generativi, bisogna imparare a comportarsi come genitori nei confronti di ciò che creiamo.
E forse è proprio qui che entra in gioco un elemento che tendiamo a dimenticare quando parliamo di creatività: la cura. Non basta generare qualcosa, bisogna volergli abbastanza bene da dedicarle tempo, attenzione e lavoro, accompagnandola finché non è in grado di camminare da sola. Come direbbe Battiato, “la cura”.
Visto che vi vogliamo bene, pubblichiamo questa lista di parametri ai quali potrete sottoporre la vostra creazione per capire quanto sia creativa e, soprattutto, quanto possa diventare generativa, la regola è elementare: ogni Sì è un punto a favore, ogni No un punto contro.:
Novità — introduce qualcosa che prima non c’era, o combina cose esistenti in una maniera che prima non esisteva?
Differenza riconoscibile — È solo una variazione cosmetica o c’è qualcosa che permetta di dire questa cosa è diversa dalle altre? [con l’esclusione del nome perché è il trucco al quale molti buffoni ricorrono per spacciare il loro usato per nuovo — può aiutare a rendere riconoscibile una differenza, ma da solo non la crea.]
Cambio di prospettiva — ci permette di vedere qualcosa che già esisteva in un modo nel quale prima non riuscivamo a vederlo?
Cambio di possibilità — dopo la sua comparsa diventa possibile fare qualcosa che prima non si poteva fare? o farlo in maniera sostanzialmente diversa?
Coerenza interna — è soltanto strana o originale, o le sue parti stanno insieme e producono un’identità riconoscibile?
Trasmissibilità — qualcun altro può comprenderla, utilizzarla, reinterpretarla o svilupparla?
Fecondità — produce conseguenze? Fa nascere altre idee? comportamenti, opere, soluzioni, domande?
Autonomia dall’autore — ciò che hai creato non ha più bisogno di te per continuare a esistere?
Quanti SÍ hai totalizzato?
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