Mixed Emotions – Steel Wheels – Rolling Stones – 1989: “You’re not the only one / With mixed emotions” – “You’re not the only ship / Adrift on this ocean”.
Di già il titolo ci parla di un conflitto interno, e il contenuto della canzone prosegue parlando di emozioni contrastanti, parla di volere due cose opposte allo stesso tempo, e quando succede anche a noi , come ci dice il testo ci rendiamo conto che non siamo soli, infatti avere Mixed Emotions è un fenomeno che tutti gli esseri umani sperimentano, in modo più o meno frequente, a volte consapevole a volte inconscio, ma poi dove si va da lì? Il brano spiega cosa si prova quando si è divisi dentro, tra ciò che si vuole, ciò che si sa, e ciò che si riesce a fare, ma avere Mixed Emotions può portarci a sperimentare Dissonanza Cognitiva, una condizione estremamente diffusa nella popolazione mondiale, praticamente universale. Nel fare le nostre ricerche per scrivere questa news, siamo rimasti colpiti da quanti artisti hanno un brano che si intitola esattamente Cognitive Dissonance: Fear Factory, Catalyst Crime, Black Sheep Wall, Stratospheerius, Sophie Holohan, Alory, Jfarrari, The League of Gentlemen, Karen Foster; artisti che evidentemente hanno pensato che avesse un senso fare una canzone su un tema che suona come tecnico, e alla maggioranza è praticamente sconosciuto, e quindi difficile da far passare, se vogliamo una scelta discutibile dal punto di vista commerciale, ma che secondo noi potenzialmente ha un suo forte valore aggiunto culturale.
La Dissonanza cognitiva non è una patologia, ma una condizione mentale normale, che si verifica ogni volta che una persona ha due pensieri, convinzioni o comportamenti in contrasto tra loro, è uno stato psicologico transitorio o ricorrente, che dipende dalle situazioni, dei valori personali e delle pressioni sociali, e che consiste nel fatto che: quando pensieri, emozioni o comportamenti sono in conflitto tra loro, la mente cerca un equilibrio, spesso negando o giustificando una parte. Ma perché ci si inganna? In estrema sintesi questo avviene perché il cervello non sopporta bene queste contraddizioni, quindi sceglie una parte e ignora l’altra. È un adattamento mentale per non sentire il dolore del dubbio. Poi la mente funziona a ripetizione ed emozione, se ripeti una bugia abbastanza a lungo, specialmente sotto stress o in una situazione emotiva, il cervello comincia a crederci per davvero, anche se inizialmente sa che era falsa. A volte credere in una cosa sbagliata è più “sicuro” che affrontare la verità, e ti racconti una storia alternativa, una sorta di “verità comoda”. Ma il vero problema è che quando ti convinci profondamente di qualcosa [anche se è falsa] la mente può attivare il sistema percettivo interno per sostenere quella convinzione, cominci a vedere “prove” mentali, come immagini nitide, scenari, simboli, “costruzioni esperienziali” generate a sostegno della convinzione. E chi ha una mente abituata a visualizzare (ad esempio artisti, visionari, o chi ha avuto esperienze mistiche o psichedeliche) può trasformare pensieri in immagini vivide, anche in stato di veglia, e in casi intensi alcuni possono generare vere e proprie allucinazioni, a difesa di una convinzione.
I meccanismi dietro alla Dissonanza cognitiva possono essere molto pericolosi. Entri in un circolo vizioso: Ti convinci di qualcosa. La visualizzi (la mente è potente). La visione rafforza la convinzione. La convinzione rende la visione più frequente e dettagliata. Hai creato un loop cognitivo-percettivo, e se la tua convinzione non ha una base concreta/reale, ti ci perderai dentro.
Possiamo quindi vivere una bugia pur sapendo che è tale, attenzione però perché la consapevolezza resta lì sotto, e prima o poi busserà a chiedere il conto.




