
Dal 27 ottobre 2025 è possibile visitare per la prima volta il “passaggio di Commodo”, laddove Commodo non è un refuso, ma un imperatore romano (-:
Stiamo parlando di un lungo corridoio sotterraneo che raccordava il pulvinar, cioè la tribuna imperiale nel Colosseo riservata all’imperatore e alle più alte autorità, direttamente con l’esterno dell’anfiteatro, permettendo un accesso riservato e protetto.
Nell’apprendere del recupero di questo passaggio nascosto ci è venuto in mente il tema dei passaggi nascosti e poi dimenticati, e di quanto sarebbe importante riuscire a individuarli per poi recuperarli.
Questi più di altri sono anni convulsi e di cambiamenti [2026]. Il numero di incertezze e problematiche aumenta continuamente. I vecchi automatismi spesso non funzionano più, si aprono nuovi fronti, compaiono nuove procedure, nuove esigenze e nuove difficoltà.
Ai più fortunati di noi è capitato di focalizzare che esistono piccoli elementi nelle nostre transizioni che ci portano da uno stato a un altro.
ad esempio, siamo coinvolti in qualcosa e ci arriva una notifica sul cellulare da parte di una persona per la quale proviamo un certo trasporto.
Di già la percezione dell’esistenza della notifica evoca un’immagine, l’immagine un ricordo, leggere il contenuto della notifica facilmente crea un’altra deviazione…
Proporzionalmente all’intensità che percepisce la nostra sensibilità, minuti dopo potremmo trovarci mentalmente da tutt’altra parte rispetto a dove eravamo partiti.
Sono piccoli meccanismi.
Sono spinte.
Sono dettagli apparentemente insignificanti.
Eppure sono in grado di portarci dall’altra parte.
Personalmente ci è capitato di individuarli, ma soltanto successivamente abbiamo compreso un aspetto fondamentale, ed è quello che vogliamo focalizzare oggi:
nel momento in cui non registriamo questi micro-meccanismi, non possiamo capire come siamo arrivati dall’altra parte.
E questa mancanza fa la differenza.
Le trasformazioni, anche quelle importanti, specialmente quando siamo sotto pressione, spesso avvengono attraverso dettagli così piccoli da risultare invisibili.
Poi, quando ci guardiamo indietro, vediamo soltanto il risultato.
Prima ero qui.
Adesso sono lì.
Ma non vediamo più il ponte.
E allora nasce l’illusione che il cambiamento sia avvenuto all’improvviso.
Quando invece è stato costruito da una serie di passaggi intermedi.
E questo vale per tutto:
apprendimento;
crescita personale;
relazioni;
politica;
cultura;
persino il respiro.
Ma al di là dell’importanza di evitare false illusioni e dell’idea che possano esistere scorciatoie per risolvere ogni problema, ciò che ci interessa focalizzare è un’altra cosa.
Sapere che questi passaggi esistono è già importante.
Ma ancora più importante è riuscire a registrarli.
Perché nel momento in cui li registriamo non conserviamo soltanto il risultato.
Conserviamo il percorso.
E chi conserva il percorso ha molte più possibilità di ritrovare la strada.
Ci rendiamo conto che per alcuni questa è una pratica naturale.
Per altri è faticosa.
Per altri ancora è quasi impossibile.
Ma questo non cambia la sua importanza.
CODA
Tornando al discorso del “passaggio di Commodo”, invitiamo tutti a pensare alle potenzialità di Roma, in termini di attrattiva per chi vuole vivere le cose.
Un visitatore potrebbe desiderare di percorrere quel corridoio semplicemente per provare, almeno per un istante, la stessa sensazione che provava un imperatore mentre si dirigeva verso il Colosseo per assistere ai giochi.
Perché a volte i passaggi hanno un valore che va oltre la loro funzione pratica.
Diventano un ponte tra epoche diverse.
La musica fa parte dell’esperienza. riprendi a leggere




