Get Up, Stand Up è il brano di apertura di Burnin’, album di Bob Marley & The Wailers, Island Records.
1973 i Wailers sono carichi, leggono correttamente l’attualità, colgono l’attimo, e a ottobre pubblicano a distanza di pochi mesi da “Catch a Fire” uscito ad aprile, l’album “Burnin’”: un disco dal tono ancora più apertamente combattivo e militante.
Dentro ci sono, oltre a Get Up, Stand Up, I Shot the Sheriff, Burnin’ and Lootin’ e Rastaman Chant: titoli e contenuti che raccontano bene quanto i Wailers fossero disposti ad essere frontali con potere, conflitto, oppressione, religione e realtà sociale.
In Get Up, Stand Up nello specifico c’è una parte del testo:
“You can fool some people sometimes, but you can’t fool all the people all the time”
che è parte di una citazione di una massima attribuita ad Abramo Lincoln da un discorso del 1858:
“You can fool all the people some of the time, and some of the people all the time, but you cannot fool all the people all the time”
“Si può ingannare tutta la gente per un po' di tempo, e una parte della gente per tutto il tempo, ma non si può ingannare tutta la gente per tutto il tempo.”
Da quando abbiamo scoperto questa citazione, abbiamo sempre pensato che fosse un grande regalo che il presidente dava a tutti:
– Puoi generare un inganno temporaneo: una bugia può funzionare per brevi periodi su molte persone.
– Puoi pensare che ci sia un gruppo ristretto di persone facile da ingannare sempre, e cioè le Persone ingenue, e quelle che non hanno cultura appropriata.
– Ma l’inganno ha un Limite: non è possibile pensare di ingannare tutto il mondo per un tempo illimitato.
Riascoltando il brano ci siamo accorti che avevamo sempre dato per scontata la terza parte, e come un lampo, abbiamo capito quello che da un certo punto di vista è il vero motivo per il quale non puoi ingannare tutti per sempre.
Perché sarebbe veramente impossibile ingannare tutti per sempre?
Possiamo immaginare qualcuno con enormi disponibilità economiche, capacità di comunicazione, controllo dell’informazione e strumenti sufficienti per costruire una rappresentazione falsa della realtà estremamente convincente.
Potrebbe convincere moltissime persone.
Potrebbe riuscirci per molto tempo.
Potrebbe persino arrivare a pensare:
«Ha funzionato.»
Ma c’è un problema.
La realtà continua a esistere
Ogni individuo vede soltanto una piccola parte del mondo.
Una collettività dispone invece di moltissimi punti di osservazione.
Qualcuno vede una contraddizione.
Qualcun altro subisce una conseguenza.
Un altro ancora possiede un’informazione che gli altri non hanno.
Qualcuno verifica.
Qualcuno confronta.
Qualcuno semplicemente aspetta abbastanza a lungo da vedere che ciò che gli era stato raccontato non coincide con ciò che sta accadendo.
Il tempo, da questo punto di vista, diventa spietato.
Perché una rappresentazione falsa può tenere perfettamente per un certo periodo, ma continuando a confrontarsi con la realtà deve continuamente superare nuove verifiche.
E più passa il tempo, più aumentano le possibilità che qualcosa non torni.
Secondo noi è anche per questo motivo che puoi ingannare tutti some of the time, ma non all the time. [ed è per questo che abbiamo utilizzato come illustrazione la “La Verità svelata dal Tempo di Gian Lorenzo Bernini”.]
Ma nella normalità dei fatti arriva sempre un momento in cui:
Possiamo provare a manipolare gli altri.
Possiamo scegliere le informazioni che forniamo.
Possiamo costruire una rappresentazione conveniente di ciò che è successo.
Ma alla fine rimane una persona dalla quale non possiamo veramente allontanarci: noi stessi.
Certo possiamo mentire anche a noi stessi.
Possiamo evitare un’informazione.
Possiamo interpretare un risultato nel modo che ci conviene.
Possiamo continuare a difendere qualcosa nel quale abbiamo investito anni della nostra vita.
Possiamo persino conoscere una verità e non volerla accettare.
E forse possiamo riuscirci per moltissimo tempo.
Ma continuiamo ad avere un problema:
viviamo nella stessa realtà che stiamo cercando di non vedere.
Prima o poi le nostre decisioni producono conseguenze.
E quelle conseguenze tornano da noi.
Possiamo interpretarle.
Possiamo giustificarle.
Possiamo persino ignorarle.
Ma non possiamo impedire alla realtà di continuare a produrle.
Ed ecco perché forse la frase attribuita a Lincoln contiene qualcosa di ancora più grande dell’impossibilità di ingannare una collettività.
Puoi avere informazioni.
Puoi avere cultura.
Puoi avere punti di riferimento.
Puoi incontrare persone capaci di indicarti una strada.
Ma nessuno può stare nella tua testa.
Nessuno può verificare definitivamente al posto tuo se hai veramente compreso quello che hai visto.
E soprattutto nessuno può obbligarti ad accettarlo.
Alla fine rimane un ultimo passaggio che non possiamo delegare:
essere onesti con noi stessi.
Forse è proprio questo il limite ultimo dell’inganno.
Non che sia impossibile mentire a noi stessi.
Possiamo farlo benissimo.
Ma anche mentre mentiamo a noi stessi continuiamo a vivere nella realtà.
E la realtà, prima o poi, risponde.
CODA:
È veramente impossibile ingannare tutti per sempre, perché anche Noi siamo Tutti.
Se per ingannare gli altri dobbiamo arrivare a ingannare costantemente noi stessi, alla fine non stiamo più vivendo: stiamo recitando dentro l’inganno che abbiamo costruito.
La musica fa parte dell’esperienza. riprendi a leggere





