Rivedendo un video su Salvador Dalí ci si è riproposto quando a suo tempo, abbiamo visto un’intervista dell’artista nel quale parlava con orgoglio dell’imperatore Traiano, dicendo qualcosa come: «il nostro glorioso imperatore Traiano…».
Abbiamo allora provato a recuperare quel filmato, ma senza successo.
Contestualmente, abbiamo trovato questa pagina di una TV spagnola che, tradotta, riporta:
«Nel 1971, per alcuni giorni, il pittore frequentò la Fiera di Aprile… dove Dalí parlò di Siviglia come fonte d’ispirazione per una futura opera d’arte. Rese inoltre omaggio a un illustre sivigliano – l’imperatore romano Traiano – che considerava la forza motrice di una delle meraviglie dell’arte: la Colonna Traiana…».
E la cosa ci ha fatto venire in mente una domanda:
Quanti imperatori romani, in realtà, non erano nati a Roma, ma nemmeno in Italia?
Indaghiamo e apprendiamo che sono vari.
E alcuni sono fra gli imperatori più importanti della storia di Roma.
Traiano — Italica, Hispania → Santiponce, vicino Siviglia, Spagna
Settimio Severo — Leptis Magna, Africa → presso Al-Khums, Libia
Caracalla — Lugdunum, Gallia → Lione, Francia
Macrino — Caesarea, Mauretania → Cherchell, Algeria
Eliogabalo — Emesa, Syria → Homs, Siria
Alessandro Severo — Arca Caesarea → area di Arqa, Libano
Massimino il Trace — probabilmente in Tracia/Moesia → area balcanica, localizzazione esatta incerta
Filippo l’Arabo — Shahba, provincia d’Arabia → Siria
Decio — Budalia, Pannonia Inferior → area dell’odierna Serbia
Claudio II il Gotico — probabilmente area della Dardania/Moesia → Balcani
Aureliano — probabilmente area danubiana, luogo discusso → Balcani
Probo — Sirmium → Sremska Mitrovica, Serbia
Diocleziano — Dalmazia, probabilmente presso Salona → area di Spalato/Solin, Croazia >>>
Galerio — Felix Romuliana/Dacia Ripensis → area di Gamzigrad, Serbia
Costantino — Naissus → Niš, Serbia >>>
In questa lista eravamo in dubbio se includere Adriano, spesso associato a Italica, in Spagna, vicino Siviglia. La sua nascita, però, è discussa e una tradizione antica indica Roma.
E se continuassimo verso l’Impero romano d’Oriente, la domanda diventerebbe ancora più interessante.
Perché poi si arriva, per esempio, a Giustiniano, nato a Tauresium, nell’Illirico, nell’area dell’attuale Macedonia del Nord: imperatore di un mondo che, secoli dopo Traiano, continuava a considerarsi romano.
Ritorniamo allora a Dalí.
Non uno spagnolo qualunque del Novecento, ma uno degli artisti più riconoscibili della cultura europea contemporanea, che guarda a un imperatore romano nato in Hispania e, quasi duemila anni dopo, sente ancora abbastanza forte quel legame da chiamarlo «nostro».
Ed è qui che la cosa diventa interessante.
Roma smette progressivamente di essere soltanto una città e diventa un sistema nel quale un uomo nato a migliaia di chilometri da Roma può diventare imperatore romano, senza che “romano” significhi semplicemente “nato a Roma”.
E a questo punto ci sentiamo di poter affermare che etnia, origine e provenienza possono perdere parte della loro forza divisiva quando esiste una cultura comune abbastanza forte da contenerle.
Le differenze non devono necessariamente scomparire.
Può esistere qualcosa di più grande che permette di superarle.
E forse è proprio questo uno degli aspetti più impressionanti della storia di Roma: essere riuscita, almeno in alcuni momenti della sua storia, a trasformare “romano” da indicazione di provenienza a indicazione di appartenenza.
Una cosa sulla quale forse vale la pena riflettere, soprattutto oggi.




