“Rimando, non mi alleno e aspetto il giorno della gara con le mani in mano”.
È un passaggio di «Il beat come anestetico», brano di Frankie hi-nrg mc, contenuto nell’album La morte dei miracoli, pubblicato nel 1997.
Con poche parole, Frankie mette a fuoco un comportamento che abbiamo testimoniato più volte: sapere che arriverà il momento di affrontare una prova e, nonostante questo, continuare a rimandare la preparazione.
Con questo intervento vogliamo anche sottolineare il valore della presenza, nel nostro personale spazio-tempo, di un artista come Frankie hi-nrg mc.
Pur non essendo romano di nascita, lo abbiamo sempre sentito vicino a Roma.
Anche per via di riferimenti culturali e linguistici che abbiamo incontrato nei suoi brani: caciara, Mario Brega, «Pò esse fero o pò esse piuma», Zoro, Fomento.
Riferimenti che, al di là delle frequentazioni temporanee, rappresentano tracce di una vicinanza culturale. E sono proprio queste tracce che restano.
Ma quanto è importante essere pronti?
I musicisti lo sanno bene. Nella musica, il tema della preparazione, dell’attesa e del momento decisivo ricorre continuamente.
Pensiamo a «Get Ready» dei The Temptations, del 1966, oppure a «Ready or Not» dei Fugees, del 1996.
Sono canzoni molto diverse, che utilizzano l’idea dell’essere pronti in contesti differenti.
Ma il passaggio di Frankie introduce una questione particolare.
Che cosa succede quando sappiamo che una prova arriverà, ma non facciamo nulla per prepararci?
Nella vita, alcune situazioni arrivano senza preavviso.
Altre, invece, sappiamo benissimo che prima o poi dovremo affrontarle.
Un cambiamento.
Una responsabilità.
Un’occasione.
Una difficoltà.
Una decisione che continuiamo a rimandare.
Eppure, conoscere in anticipo l’esistenza di una prova non significa necessariamente prepararsi ad affrontarla.
Possiamo aspettare per mesi, perfino per anni, senza compiere un solo passo nella direzione necessaria.
Aspettare non è prepararsi.
Prepararsi significa investire qualcosa del presente in una possibilità futura.
Significa acquisire conoscenze, sviluppare capacità, fare esperienza, commettere errori quando abbiamo ancora il tempo di correggerli.
Significa anche riconoscere che le condizioni nelle quali viviamo oggi potrebbero non essere quelle di domani.
Chi si prepara non sa necessariamente che cosa accadrà.
Ma cerca di aumentare le proprie possibilità di affrontarlo.
E questo vale anche quando non c’è una gara da vincere.
Perché essere pronti non significa soltanto essere capaci di reagire a una difficoltà.
Significa anche essere nelle condizioni di riconoscere e cogliere un’opportunità.
Forse è proprio questo l’aspetto più interessante della frase di Frankie.
Non parla di qualcuno che ignora l’esistenza della gara.
Parla di qualcuno che sa che la gara arriverà.
E continua a rimandare.
La differenza è tutta qui.
Non basta sapere che arriverà il momento. Bisogna fare qualcosa prima che arrivi.
CODA:
La cosa veramente importante che Frankie ci ha fatto capire è che puoi cogliere un’opportunità soltanto se sei pronto a farlo. Altrimenti rischi di illuderti.
P.S. Le condizioni per realizzare il tuo obiettivo potrebbero non verificarsi mai nel tuo spazio-tempo. Ma sapere di esserti preparato può aiutarti a vivere più serenamente, qualunque cosa accada.
P.P.S. Prepararsi non è soltanto un investimento nel futuro. È anche un modo di vivere il presente.




