Recentemente sono usciti i dati PISA 2025 dell’*OCSE. PISA sta per Programme for International Student Assessment ed è la più grande indagine internazionale che misura le competenze degli studenti di 15 anni in lettura, matematica e scienze.
L’Italia è circa nella media OCSE in matematica e scienze e sopra la media in lettura, ma ha meno studenti di altissimo livello rispetto alla media OCSE. E, rispetto a dieci anni fa, il deterioramento in matematica è importante: è aumentata la quota degli studenti che non raggiungono il livello minimo di competenza.
Ma poi, a luglio, INAPP [Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche], elaborando i dati PIAAC [Programme for the International Assessment of Adult Competencies, che è un programma internazionale dell’OCSE che misura le competenze della popolazione adulta tra i 16 e i 65 anni], ha confrontato i 25-34enni di otto Paesi.
In Italia il 27% finisce nel gruppo definito “fragile”, che combina istruzione medio-bassa, competenze cognitive ridotte, assenza recente di apprendimento e profili socio-emotivi meno solidi: è la percentuale più alta degli otto Paesi.
All’estremo opposto, soltanto il 10% dei giovani italiani rientra nel gruppo degli “eccellenti”, contro una media del 18%.
Dato che questi dati rappresentano, almeno in parte, il nostro futuro, una cosa possiamo dirla:
abbiamo bisogno di nuove idee.
SuperTrigger dedicato ai creativi
SuperTrigger.eu vuole fare la propria parte nella collettività e per questo sentiamo la necessità di accettare la sfida di rinascere anche per lo scenario dei creativi romani.
Ma chi sono i creativi a Roma nel 2026?
Secondo noi oggi i creativi non sono necessariamente quelli che sulla carta risultano artisti, designer, musicisti, registi o scrittori.
Quelli sono ruoli e professioni.
E, contrariamente a un’associazione che abbiamo fatto per molto tempo, non sono necessariamente neanche i giovani [che idealmente dovrebbe aver voglia di arrivare da qualche parte].
In una città come Roma, con un passato e un presente fortemente strutturati, oggi più che mai i creativi sono innanzitutto quelli che pensano con la propria testa e che, davanti a una realtà già organizzata, conservano la capacità di pensare:
“Potrebbe essere anche in un altro modo.”
Ma questo ancora non basta.
Sono anche quelli che hanno desiderio di fare.
Perché quando l’approccio diventa “io voglio fare”, improvvisamente la materia prima è la realtà. E, in un certo senso, tutto diventa materiale esplorabile.
Finché fai incontri, ascolti, leggi, ricordi, sbagli, discuti, osservi un comportamento, trovi un’immagine o qualcuno ti racconta una storia, continuano a entrare nuovi elementi nel sistema.
Noi abbiamo intuito che forse una delle cose che stanno venendo a mancare è proprio il rapporto esperienziale con la realtà.
Le innovazioni tecnologiche possono darci l’illusione di non dover più studiare, imparare o attraversare personalmente determinate esperienze, perché una quantità enorme di conoscenza sembra essere immediatamente disponibile.
Ma possedere l’accesso alla conoscenza non significa necessariamente averla acquisita.
Normalmente si dovrebbe innescare un circolo virtuoso: conoscenza, esperienza, nuova conoscenza.
Il rischio è che, invece, si inneschi un circolo vizioso: informazione, consumo, nuova informazione
È anche da qui che nasce l’idea che stiamo utilizzando per le pubblicazioni del sito:
Parabole moderne per creativi.
Il principio dal quale partiamo è molto semplice:
ognuno di noi, vivendo, scopre qualcosa.
Una storia, un errore, un incontro, una difficoltà o una soluzione improvvisa possono insegnarci qualcosa che nessun manuale ci aveva spiegato.
Noi raccogliamo queste esperienze e le rimettiamo in circolazione, cercando di estrarne soprattutto l’aspetto “meccanico”, piuttosto che quello ideologico.
Che cosa è successo?
Che cosa possiamo impararne?
Quel meccanismo può essere utile anche in una situazione completamente diversa?
Perché un’esperienza che per qualcuno appartiene al passato può diventare, nella testa di qualcun altro, materia prima per qualcosa che ancora non esiste.
Nel nostro spazio, tempo la sfida, naturalmente, è molto più complessa di quanto sembri.
Le cose da sapere sono moltissime e la conoscenza ha bisogno di tempo per sedimentare. Alcuni passaggi non possono essere saltati; alcuni concetti, se arrivano prima che sia stato preparato il terreno, rischiano semplicemente di essere fraintesi.
Per questo non si tratta soltanto di mettere a disposizione informazioni.
Si tratta di provare a preparare il terreno.
Un terreno nel quale possano innescarsi visione, prospettiva, entusiasmo, creazione e ritorno: quei meccanismi capaci di generare idee che parlino ai contemporanei.
Ma soprattutto entusiasmo.
La benzina di tutto il sistema.
CODA
In passato probabilmente avremmo detto che SuperTrigger era dedicato principalmente ai giovani.
Oggi non ne siamo più così sicuri.
Non perché i giovani abbiano smesso di essere la pietra angolare del futuro di tutti, tutt’altro. Ma perché abbiamo capito che la caratteristica che stiamo cercando non è anagrafica.
Si può essere giovani e considerare il mondo già definito.
E si può avere sessant’anni e continuare a guardarlo domandandosi che cosa potrebbe diventare.
Forse ciò che cerchiamo nei creativi è proprio questo:
persone che non hanno ancora smesso di pensare che la realtà possa essere diversa da come l’hanno trovata.
E che abbiano ancora voglia di provare a cambiarla.
*OCSE: organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un’economia di mercato… attualmente 38 paesi membri (Australia, Austria, Belgio, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Danimarca….




